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Il Ragno violino

Il Loxosceles rufescens o volgarmente chiamato "ragno violino", si tratta di un ragno piuttosto piccolo, che non supera i 9 mm di corpo e che può raggiungere al massimo i 4-5 cm contando le zampe; le femmine hanno il corpo leggermente più grande dei maschi, i quali hanno, per contro, le zampe un po' più lunghe. È di aspetto poco appariscente, di colore marrone-giallastro piuttosto uniforme, fatta eccezione per una macchia sul prosoma che ricorda vagamente la sagoma di un violino, col "manico" che si estende verso l'addome, da cui deriva il suo nome comune. Il prosoma è piatto, e più largo dell'opistosoma; le zampe sono lunghe, disposte lateralmente come nei Thomisidae. Caratteristica insolita di questo ragno, inoltre, è quella di avere sei occhi anziché otto come la maggioranza dei ragni, disposti in modo caratteristico in tre coppie.



Il ragno violino

Si tratta di una specie notturna, che caccia liberamente senza l'ausilio di una tela; tesse solo pochi fili disordinati negli stretti anfratti che usa come rifugi, dai quali comunque non si allontana mai eccessivamente. Tipicamente il maschio si allontana dalla tana di notte per andare in cerca della femmina. Non è un ragno aggressivo e se disturbato tende ad allontanarsi, ma può casualmente rintanarsi fra lenzuola o vestiti, aumentando le probabilità di reagire tramite il morso in caso si senta minacciato.

In ambiente selvatico, la specie predilige gli habitat caldi e asciutti, dimorando generalmente sotto i sassi o nelle crepe fra le rocce; si è però ben adattato agli ambienti antropizzati, e la sua presenza nei dintorni o all'interno delle abitazioni umane è frequente. Date le sue abitudini notturne, durante il giorno sta generalmente rintanato nelle fessure dei muri, dietro a quadri, infissi, mobili, battiscopa o materiale accumulato in angoli poco frequentati della casa, quindi gli incontri con l'uomo sono rari.

Analogamente alle altre specie del genere Loxosceles, il ragno violino è in grado di mordere anche l'uomo, però è un ragno molto timido e per nulla aggressivo, che predilige la fuga ove possibile; le morsicature sono più probabili nel caso in cui si rifugiasse all'interno di scarpe o vestiti e venisse successivamente schiacciato.

Il morso è indolore e i sintomi compaiono anche diverse ore dopo; in due terzi dei casi causa solo moderato prurito e arrossamento locali, che passano da soli in poco tempo senza ulteriori complicazioni. Invece in circa un caso su tre il ragno inietta una citotossina che, specialmente in soggetti deboli o debilitati, può causare loxoscelismo, ossia la formazione prima di un edema, e poi di un'ulcera necrotica più o meno estesa che può perdurare anche alcuni mesi prima di guarire e che va trattata ricorrendo alla chirurgia plastica per rimpiazzare il tessuto morto con tessuto sano, anche per evitare ulteriori infezioni; la gravità della situazione dipende comunque dalla localizzazione del morso e dall'estensione della gangrena, oltre che dai relativi rischi indiretti di infezione, che possono andare a sommarsi ad eventuali altre patologie da cui è affetto il soggetto morso.

Per questo motivo il ragno violino è considerato una delle uniche due specie italiane con potenziale rilevanza medica (l'altra è la malmignatta, Latrodectus tredecimguttatus). È del 2015 il primo e unico caso fatale in Europa, quello di una donna morsa a un dito della mano, deceduta in seguito alla formazione di coagulazione intravascolare disseminata. Dato che le lesioni causate dal ragno violino sono uguali a quelle provocate da altri artropodi o da altri agenti, e dato che spesso non si coglie il ragno "in flagrante" visto che il morso è indolore, è difficile avere un quadro completo dei casi di loxoscelismo causato dal ragno violino. Nel complesso la specie è molto meno pericolosa di diverse congeneri che si trovano nelle Americhe, quali L. reclusaL. laeta e L. intermedia.